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Digitale e governance condivisa: così le Marche fronteggiano l’emergenza sisma

A oltre un anno e mezzo di distanza dal sisma del 2016, la Regione Marche fronteggia l’emergenza puntando sulle nuove opportunità economiche e professionali offerte dalla digitalizzazione e un modello di governance trasparente, con processi e progetti partecipati e condivisi da istituzioni, associazioni, imprese e professionisti. Nel lungo e difficile percorso di recupero dei territori colpiti, il digitale può dare un contributo importante sia nella gestione dell’emergenza sia nel nella successiva fase di ricostruzione, consentendo, ad esempio, di inviare informazioni in tempo reale ai cittadini attraverso la rete informativa regionale e agevolando i rapporti fra le diverse istituzioni coinvolte nella gestione post sisma. Un territorio che adesso guarda al futuro e alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie, con programmi di investimento finalizzati all’adattamento del tessuto produttivo locale al paradigma dell’Impresa 4.0 uniti a piani di formazione professionale e di sostegno al lavoro.

È la fotografia della gestione delle attività post sisma nel territorio marchigiano che emerge dal FORUM PA Marche, il settimo FORUM PA regionale sull’innovazione (dopo le esperienze di Lombardia, Sardegna, Toscana, Puglia e Emilia-Romagna) organizzato oggi alla Mole Vanvitelliana di Ancona dalla Regione Marche e da FPA.

La manifestazione, che ha visto la partecipazione del Presidente di Regione Marche Luca Ceriscioli, dei vertici dei principali enti regionali, dei rettori delle università marchigiane e di esponenti delle associazioni di categoria, è stato un momento di confronto su tre linee strategiche: la rete regionale per la ricostruzione e il sostegno del sistema produttivo e del lavoro; la rete regionale per la semplificazione, l’efficienza e la trasparenza; la rete regionale della governance locali e digitale.

Tanti i progetti presentati in questi ambiti durante la giornata, alcuni già realizzati, altri in corso d’opera. Come ELaaStic, disaster recovery del patrimonio digitale degli Enti Locali, MeetPAd, piattaforma di collaborazione multicanale per le conferenze di servizi telematiche e CohesionWorkPA, sistema di semplificazione amministrativa per il trasferimento e la comunicazione di dati ufficiali, l’assistenza alla popolazione e la gestione delle spese di emergenza. E poi ancora il sistema “Supporto Sisma, per la ricostruzione delle opere pubbliche, il sistema “Domus”, per la gestione delle pratiche della ricostruzione, e il “Sinottico Globale” per tenere sotto controllo tutti i dati in tempo reale.

“La Regione Marche rappresenta un modello nella gestione delle attività post emergenza grazie all’agenda digitale e alle reti locali – ha detto Carlo Mochi Sismondi, Presidente di FPA -. Dopo il terremoto, l’amministrazione regionale ha indirizzato la sua governance alla massima flessibilità ed efficienza, con una forte spinta alla semplificazione e alla trasparenza delle azioni di ricostruzione ed assistenza, con un efficace uso delle tecnologie digitali sia nelle fasi più delicate dell’emergenza sia nei momenti successivi. Il caso marchigiano dimostra come un impiego esteso e ragionato del digitale nella PA serva non soltanto a migliorare i servizi, ma soprattutto ad avvicinare i cittadini alle istituzioni e a favorire collaborazioni virtuose ed efficaci fra pubbliche amministrazioni e attori non istituzionali”.

Sulla stessa linea l’intervento in video del Direttore generale dell’AgID, Antonio Samaritani, che ha commentato la centralità del ruolo delle Regioni nell’attuazione dell’Agenda digitale nazionale e l’importanza delle infrastrutture tecnologiche nel rispondere alle situazioni di emergenza. “Le Marche hanno già fatto un ottimo lavoro in direzione della virtualizzazione e del cloud – ha sottolineato Samaritani –. Affinché le tecnologie possano sostenere la resilienza dei territori occorre una progettualità, come ha fatto proprio la Regione Marche, associata all’utilizzo delle piattaforme nazionali, come PagoPa e Spid, che possono rendere più facile e veloce lo sviluppo di servizi anche in situazioni di emergenza”.

“I numeri che rappresentano il terremoto  delle Marche sono impressionanti – ha dichiarato il presidente della Regione, Luca Ceriscioli – dai cittadini coinvolti, 32 mila persone in termini di assistenza, 45 mila gli edifici danneggiati, l’insieme delle opere pubbliche e artistiche che fanno 4800: gestire un numero così importante di soggetti che interagiscono nella ricostruzione e beni  da sistemare esce ampiamente  dal quadro ordinario. L’infrastruttura informatica, la rete che la Regione ha scelto di sviluppare, ha aperto opportunità essenziali per gestire un fenomeno così complesso. La necessità di lavorare assieme su uno stesso oggetto dove si confrontano Comune, Provincie, Mibact e Regione, senza rete è difficile. Poter fare le scelte tra mille  progetti, quali quelli prioritari e che permettono di far ripartire le attività, senza una base di dati condivisa è impossibile. Da una difficoltà estrema come il terremoto le Marche hanno sviluppato strumenti e modi di lavorare tra enti e istituzioni che possono continuare anche  dopo il sisma. Una specie di spin off dal punto di vista delle attività  che ci rende consapevoli di come si possa lavorare meglio, con maggior qualità e  insieme utilizzando  la rete e piattaforme evolute che evitano la frammentazione del dato e la difficoltà di costruirlo,  aprono  opportunità nel condividere gli stessi strumenti e aiutarci solidali nel percorso della ricostruzione.

E’ stato fatto un lavoro ottimo, la prossima tappa sarà di rendere sempre più trasparenti i dati, averli e offrirli al cittadino come protagonista della ricostruzione del proprio bene e della comunità per rendersi conto di ciò che è stato fatto e come procedono le attività e le risposte. Ci darà una dimensione diversa per interagire con la pubblica amministrazione, un metodo per lavorare in sinergia.  Ottima base per gestire i problemi più evoluti  in grado di affrontare la complessità del presente  e continuare a dare risposte ai cittadini”.

Secondo l’assessore all’Informatica e reti Ict Fabrizio Cesetti, “Le reti informative regionali preesistenti, potenziate e ampliate, hanno consentito di supportare e governare processi complessi causati da questo sisma senza precedenti, come la sistemazione degli sfollati in alberghi e in autonoma sistemazione e gli aspetti amministrativi connessi, quali pagamenti, rendicontazione e certificazione della spesa. Decisioni importanti sono state assunte elaborando dati complessi e valorizzando le reti e i sistemi preesistenti, ad esempio il sistema informativo di tutte le strutture recettive regionali o il sistema CohesionWork che, da sistema dedicato all’interconnessione delle strutture regionali dislocate sul territorio, è diventato CohesionWorkPA ovvero il sistema in grado di interconnettere i vari stakeholder (Comuni, Province, strutture sanitarie, protezione civile regionale e nazionale, alberghi, cittadini etc.) per scambiare flussi informativi e documentali. Le tecnologie e la digitalizzazione hanno agevolato i rapporti inter-istituzionali, hanno rafforzato la capacità amministrativa dei soggetti coinvolti nell’emergenza e nella ricostruzione, rappresentando un fattore abilitante per un nuovo modello socio economico in grado di affrontare la ricostruzione post sisma”.

“La dimensione regionale è determinante per implementare il modello complesso di Industria 4.0. – ha detto Manuela Bora, assessora alle Attività Produttive – Il sistema economico marchigiano sta da tempo attraversando una fase di trasformazione, supportato da iniziative importanti, come la Proposta di legge regionale Industria 4.0: innovazione, ricerca e formazione, che mira ad adattare il nostro contesto produttivo all’approccio innovativo legato alla digitalizzazione. E poi il bando regionale “Manifattura e lavoro 4.0” che prevede la concessione di contributi in conto capitale alle MPMI imprese manifatturiere marchigiane, per la realizzazione di programmi di investimento finalizzati al trasferimento e all’applicazione delle nuove tecnologie digitali strettamente connessi con interventi di sostegno alle politiche del lavoro e di formazione professionale”. Nel territorio ferito dal terremoto, “la prima sfida che si vuole affrontare con l’avvento della digitalizzazione sarà innanzitutto aiutare le imprese, e gli artigiani marchigiani, ad acquisire le necessarie conoscenze per poter trasformare digitalmente le loro aziende. Il trasferimento e l’applicazione delle nuove tecnologie digitali saranno strettamente connessi ad investimenti infrastrutturali e interventi di sostegno alle politiche del lavoro e di formazione professionale”. E poi l’occupazione che “vedrà una profonda modifica della geografia del mercato del lavoro con l’aumento di richiesta di figure professionali qualificate. Le istituzioni ci sono – rimarca l’assessora – ora ci aspettiamo di trovare al nostro fianco imprenditori sensibili”.